La Maschera


Non ne usciremo migliori…ma sicuramente smascherati!


Ebbene sì, non si tratta di una semplice battuta, nel senso che quando ci toglieremo le mascherine che accompagnano le nostre vite da almeno due anni a questa parte, torneremo certamente a sventolare i nostri volti, ma ci toglieremo solo un involucro esterno apparentemente protettivo, ma il nostro io vero sarà stato completamente messo a nudo già ben prima…con le mascherine addosso…appunto.

Questi due anni pandemici sui quali si verseranno fiumi di storie e anche leggende nel prossimo futuro, segneranno un solco indelebile, probabilmente devastante, nei rapporti umani, già di per sé tesi a fragili equilibri in una società, come la nostra, che da tempo denuncio decisamente individualista e, diciamo, poco incline al senso della comunità (eufemismo).

Va da sé e lo dico senza mezzi termini, che l’evidente rigurgito razzista di una parte dei miei connazionali e un certo malcelato riavvicinamento a nostalgia da ventennio, sono lo specchio di questo becero individualismo.

Altro che destra sociale, la destra non è sociale per antonomasia, poiché come già avuto modo dire in un mio precedente scritto, per un uomo o donna di destra, le differenze in termini sociali, quindi si parla di diritti alla salute o di genere o colore della pelle ad esempio, fra persone umane, sono ineludibili, anzi, sono da accettare e non solo, ma da, e qui sta il fattore dirimente, addirittura perseguire.

In buona sostanza se sei nero, immigrato e non riesci ad avere successo nella vita perché magari ti osteggiano o quantomeno non hai le stesse possibilità degli altri la colpa è tua punto e basta.

Idem dicasi se sei operaio e figlio di operai, non crediate.

E non si tratta di qualunquismo populista, è la realtà dei fatti.

L’ho fatta breve e brutale, ma è così in Italia, alzi la mano chi non lo pensa, almeno fra quelli di destra!

Le differenze sociali sono sostanziali e strumentali al pensiero della destra, servono per, appunto, differenziare, ghettizzare, questo è il loro modo di definire la meritocrazia.

Per questi soggetti valgono le rendite di posizione, di status, la possibilità della scalata sociale per meriti veri di capacità, non è contemplata.

In pratica per la destra in genere il valore definito dall’Uguaglianza è pura aria fritta e d’altra parte, può credere in quello che è la vera grande utopia dell’umanità, quando essa stessa, in quanto destra, si riferisce a gerarchi, capi bastone, dittatori, felpati e Arcoriani?

E’ tipico del pecorone destrorso essere ligio e prono a queste figure descritte, in una sorta di leccalulismo, ovviamente interessato a fini propri.

Ecco, dunque, che in una società già minata da questa restaurazione del peggior italiano che abbia solcato il secolo scorso nel tremendo ventennio e la nostalgia per un uomo forte tipica di chi non usa il proprio cervello, ma abbisogna di un capobranco, si unisce il lassismo culturale di quelli, che pur non essendo o non sentendosi di destra, hanno lasciato fare.

E chi ha lasciato fare sono ormai democristiani fintamente credenti nei valori della democrazia, lobbisti di varia natura e fatta (il toscano Matteo un esempio), cattolici integralisti vicini al talebanesimo (senatore Pillon, ex ministro Fontana, il Sig. Adinolfi), i famosi radical-chic da salotto ed i sinistri (ab)battuti.

In questo sterile e distopico ambito l’individualismo italico ha spiccato il volo verso la sua accezione peggiore: il solipsismo (Soggettivismo, individualismo esasperato, per cui ogni interesse è accentrato su di sé e tutto il resto, ogni realtà oggettiva che non rientri nella propria sfera d'interessi, viene decisamente ignorata).

La pandemia ha esaltato i peggiori e più sordidi effetti, isolamenti forzati e volontari, sguardi in cagnesco sopra le mascherine, regole astruse e discutibili della nostra attuale classe politica, lasciapassare in stile società di controllo (Green Pass), obblighi vaccinali biechi e contro l’autodeterminazione personale, falsità di varia natura (i vaccini proteggono non si è dimostrato semplicemente vero), l’uno contro l’altro, giornalismo prono a un pensiero unico (ma non era comunista questa idea?), nessun pensiero dissonnante accettato, demonizzazione del beneficio del dubbio, vaccinati contro non vaccinati, amici diventati improvvisamente ostili, eccetera.

Ai crociati da ambo le parti mi chiedo se sia mai venuto un benché minimo dubbio sulle proprie convinzioni, oppure se il solone di turno visto in televisione e che ha appagato il vostro ego o la vostra idea, in qualche modo non abbia scoperchiato qualche scrupolo di indagine successiva alle sue parole.

Sì, perché noi abbiamo demandato ad altri, e completamente, le nostre convinzioni, il tutto in puro stile pecoro-italico, ormai un tratto comune di tanti nostri comportamenti nella vita sociale.

Molto tempo addietro lessi un libro che mi insegnò un processo molto semplice, ma illuminante, su come cercare e valutare le informazioni e questo si chiama: Rassegna Sistemica.

In pratica occorre vagliare la stessa, ripeto la stessa, informazione, su almeno più fonti diverse e canali diversi, quindi magari radio, televisione, web e inoltre segnalava che se ognuna di queste fonti diceva praticamente la stessa cosa di cominciare a dubitare perché i casi erano due: o accidentalmente e casualmente erano tutti d’accordo sulla stessa opinione, oppure si era entrati a far parte di una informazione irregimentata, ecco appunto quello che in questi mesi ho potuto constatare più e più volte quando sentivo parlare di vaccini e Green Pass.

Naturalmente e per nostra fortuna, non esistono solamente fonti e canali, diciamo, ufficiali, ma oggi l’informazione la si può reperire su diverse sorgenti e non tutte sono “istituzionali”.

Certo la domanda semplice che viene spontanea è di chi fidarci…io rispondo che intanto occorre dubitare e riappropriarsi di ciò che si chiama: Beneficio del Dubbio!

Oggi tanti dicono e ripetono quello che ha detto Tizio, Caio o l’amico Sempronio, ma farsi un’idea in proprio resta la strada più corretta, magari si sbaglia, magari no!

Una cosa mi è ben chiara e non ho bisogno di leggerla, perché l’ho distinta nei comportamenti di conoscenti, di perfetti sconosciuti, di amici (?), non saremo migliori dopo la pandemia, ci distanzieremo ancora di più, ognuno nel suo orto, nel suo campo di guerra, nella sua zona di comfort, verso il nulla della mancanza di condivisione e del senso di comunità ormai perduto.

Andate e moltiplicatevi o miei individualisti!

Però ora giochiamo a carte scoperte, voi sapete chi sono, ma io so chi siete voi…ricordate?

Avete gettato la maschera, quella vera!


Mala tempora currunt, sed peiora parantur


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PUBBLICAZIONI

Il Respiro dell'ignoto

Editore: Gruppo Albatros Il Filo
Collana: Nuove voci
Anno edizione: 2015
Pagine: 98 p. , Brossura
EAN: 9788856775341