Eh...l'Umanità...


E’ un percorso quello dell’umanità che, senza alcun tema di smentita, a tutt’oggi appare lontanissimo dalla sua missione che esplico nell’umanizzazione.

Cosa intendo per umanizzazione: un valore assoluto che mette al centro l’uomo in senso lato come agente protagonista nella ricerca di condivisione, fratellanza e pace per tutti i popoli senza alcun pregiudizio razziale, di genere o di credo religioso, in costante armonico rispetto del luogo che lo accoglie questo uomo che descrivo e cioè il pianeta terra.

Detto così parrebbe semplice, nei fatti è pura utopia, una mera illusione, una disarmante contezza dell’assoluto contrario: la disumanizzazione.

Perdonate, ma di cosa ci sarebbe d’essere tanto orgogliosi oggi?

Abbiamo sconfitto le grandi malattie, eliminato le guerre, le discriminanti razziali e salvaguardato la terra?

Se fossi un pittore e potessi pennellare sull’umanità sarei un’astrattista che userebbe solamente un colore circolare, magmatico, lacerante, materico, opprimente…e sarebbe il nero!

Cosa rappresenta il nero se non il buio, l’oscurità, la morte!

Pessimista attivo mi definisco da tempo, eppure oggi mi guardo attorno e io stesso penso con una certa preoccupazione alla mia inclinazione al disprezzo, se non all’odio puro quasi idealizzato, verso i miei stessi simili che vedo camminare nella più infinita indifferenza verso quello che ho descritto in precedenza, come se apparisse totalmente inutile “provare” a cambiare questo status.

Anzi questo status viene accettato, considerato “inevitabile”, ineliminabile, fatalmente avvezzo alla natura dell’uomo.

Dunque io stesso provo un senso di malcelata angoscia interiore verso il mio io profondo che tende ad allontanarsi proprio da quell’umanità e da quel percorso di umanizzazione che sto vaticinando, perché del mio intorno non ho quasi più alcuna speranza…e se come dicevano i latini…spes ultima dea…ecco che il gioco è fatto.

Mi guardo allora e vedo un mostro, perché io sono il mostro, io sono l’anormale quando parlando con il mio prossimo affermo che di fronte alla vita siamo tutti uguali, con gli stessi diritti di pari opportunità e senza, appunto, distinzione di natura geografica o di colore della pelle.

No, non va così, perché mi si fa notare che non siamo tutti uguali…quelli non pagano le tasse, quelli non vogliono lavorare, quelli sono diversi, quelli “non sono come noi” quello è storto, quello è dritto…e così via.

Già sono decisamente io l’anormale, il reietto intellettuale da strapazzo, il radical chic, il buonista, il poeta perduto e inutile.

Sapete cosa vi dico…che questo mondo, questa società individualista quasi “perfetta”, se non per qualche rara isola in mezzo al nero oceano, potete anche tenervela e coltivarla.

Infatti ci riuscite benissimo, chiusi nei vostri fortini familiari, intenti al puro benessere proprio o al massimo dei propri “cari”, spesso leoni in privato e pecoroni in pubblico, i più beceri in assoluto, ma lo riconosco anche i più sinceri, sono quelli che “candidamente”, amabilmente, senza neppure rendendosi conto della gravità che affermano, ti dicono che loro non si fidano di nessuno, che non hanno amici!

Ne ho incontrato più d’uno di questi personaggi, ma in fondo, come dicevo, almeno loro sono sinceri, so cosa aspettarmi di fronte a tanta pochezza d’animo, sono quelli che “fingono” di credere nella “comunità” e poi ti pugnalano alle spalle che sono davvero pericolosamente inclini alla disumanizzazione.

Mi fanno paura nell’uomo di oggi l’indifferenza, l’iperindividualismo, il rampantismo a ogni costo, l’odio aprioristico e il pregiudizio razziale e di genere con un macismo italico dirompente che si esplica nelle cronache quotidiane di questi tempi con femminicidi di ogni natura.

Uomini che odiano le donne, per presunta e messa, per loro pericolosamente, in discussione dalla nostre società aperte e democratiche, superiorità, per retaggi antichi, per pura e mera ignoranza culturale.

Di tutto ciò ne vedo tanti, tantissimi, camminare, respirare, vivere e purtroppo procreare e quindi riprodursi in altrettanti replicanti pronti a mangiare da Mc Donalds, andare all’Ikea, acquistare su Amazon, festeggiare Hallowen, comprare l’I-phone!

(Esempi a caso, ne avrei tanti altri, ve li risparmio).

Ah…quale immane retorica da intellettuale perbenista è questa mia filippica.

Quello che denuncio con forza è l’assoluta mancanza di rispetto dell’umanità proprio da chi denuncia un attacco alla propria libertà oggi che viene chiesto alle persone l’indubbio sacrificio di rinunciare a qualcosa per uscire più rapidamente da questa colossale pandemia mondiale.

Proprio i comportamenti di chi vuole mettere la propria libertà personale al di sopra di tutto il resto è stata la molla e l’ispirazione di quanto scritto sinora.

Chi dice che la tua libertà sia superiore a quella di un’altra persona?

Con quale diritto affermi che la tua libertà è sacra…e quella degli altri?

Questo significa cercare di essere “umani”, sacrificare se stessi per gli altri.

Ma non ci state e siete i più è indubbio…quindi se vince l’individuo e non la comunità, alla fine si perde tutti e si è disumani.

Eh…ma chi sono poi io per giudicare con cotanto disprezzo accusatorio?

Catone il censore forse?

Magari lo fossi, invece sono un banale poeta…perciò, come già detto in passato, sono inutile, praticamente un pazzo, pertanto non preoccupatevi, continuate pure a fare gli indifferenti, a chiudervi nei vostri fortini, a non fidarvi degli altri.

E mi raccomando un bel Hamburger Big Mac per tutti!

Gioite gai e sorridenti…intanto fuori si muore!


P.S.

Il tono è volutamente sarcastico/melodrammatico…d’altra parte non sarei un poeta…o no?

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Editore: Gruppo Albatros Il Filo
Collana: Nuove voci
Anno edizione: 2015
Pagine: 98 p. , Brossura
EAN: 9788856775341