Conta solo il fattore economico…


Siamo reduci dall’ennesimo fallimento di un “cosiddetto “ grande convegno internazionale denominato COP 26 ove sempre i “presunti” grandi della terra avrebbero dovuto trovare un accordo sui cambiamenti climatici che palesemente oggi non sono negati più da nessuno (vedi dichiarazioni esplicite ad esempio dell’inguardabile Boris Johnson) e qui sta la drammaticità agghiacciante del fatto : tutti sanno e nonostante questo fingono preoccupazione e nulla fanno, se non soluzioni parziali (vedasi accelerazioni di facciata come l’elettrico della mobilità su strada…ma qualcuno dovrà spiegarmi come faranno le batterie per l’autotrazione dei mezzi pesanti…) e nessuna soluzione veramente radicale, ma efficace, come l’eliminazione dell’utilizzo del carbone, notoria causa dell’innalzamento del riscaldamento globale.

Troppi ricatti incrociati, troppa saccenza europea, troppa ingordigia statunitense ed ora si vorrebbe che paesi come India, Brasile e Cina frenassero il loro “sviluppo” (!) per non inquinare di più ciò che è già stato inquinato e compromesso dai paesi cosiddetti civilizzati che anziché perseguire una crescita mondiale generalizzata hanno lasciato l’Africa a sé stessa semplicemente colonizzandola e sfruttandola e vorrebbero che i paesi citati, appunto, limitassero la loro crescita quando ormai il dado sembra tratto, ma soprattutto a causa loro.

Paradossi, mezze verità, ambiguità, ipocrisie…ma una faccenda è seria e quasi certa…e come dicono scienziati autorevoli e i nostri banali occhi che vedono il cambiamento in atto, di tempo probabilmente non ne abbiamo più, o forse davvero poco.

Certo non saranno queste generazioni a vedere il peggio, ma cosa verrà lasciato alle generazioni future di questa era globalizzata che sta evidenziando tutti i suoi limiti determinati da un fattore comune denominato ingordigia, già l’ingordigia di pochi, di classi oligarche che hanno saputo nel corso degli anni, soprattutto gli ultimi 40, ad instillare la peggiore delle ideologie, ben più letale dei famigerati fascismo e comunismo, il neoliberismo…

Il tutto instillato anche attraverso regolari elezioni democratiche, (ma siamo sicuri che esista veramente la democrazia…) che hanno portato miserrimi personaggi a comandare per anni nazioni potenti determinando i destini delle comunità che oggi, proprio in linea con l’affermazione più tremenda di una nota liberista che diceva : “Non esiste la società. Esistono solo gli individui”, (ipse dixit Margaret Thatcher) semplicemente non esistono più, distrutte dall’individualismo che si nasconde su false narrazioni quali la narrativa della positività, della felicità a tutti i costi e della meritocrazia che sono funzionali a questo sistema neoliberista.

Fu una massima celebre, significativa e significante, roba che un vero rivoluzionario che l’avesse sentita con le proprie orecchie avrebbe dovuto letteralmente sparagli in bocca in modo tale da fermare subito il pericolo, invece…invece…ecco i risultati di oggi: società disgregate, iper individualismo, indifferenza, mors tua vita mea, prima la pancia, prima gli italiani, prima l’economia ed ecco il NEOLIBERISMO : il neoliberismo è infatti un’ideologia politica e una teoria economica nata negli anni Ottanta, che ha definito e tuttora definisce gli sviluppi del capitalismo.

È un’ideologia subdola e pervasiva, perché riesce a presentarsi apparentemente come anti-ideologica, e condiziona non solo l’andamento dei mercati, ma invade anche le nostre vite private, influenzando il nostro modo di pensare, lavorare, vivere.

Come tutte le teorie che si rispettino, anche il neoliberismo ha il suo ideologo di riferimento, Friedrich Von Hayek, Premio Nobel per l’economia nel 1974 e autore, tra gli altri, del saggio La società libera (1960). Secondo Von Hayek, la società si regge solo e unicamente sull’azione individuale. Ogni persona infatti agisce perseguendo un proprio fine e ogni tentativo di dirigere o limitare le sue azioni, come pretende di fare l’economia pianificata, è destinato al fallimento. La società si mantiene assieme per una sorta di eterogenesi dei fini, secondo un ordine che, a parere di Von Hayek, non è il risultato di una progettazione umana, ma si autogenera spontaneamente. Ne consegue che un controllo dall’alto, come quello incarnato dallo Stato, non è necessario. Ovviamente non si tratta di anarchia: quest’ordine è infatti regolato dalla proprietà privata che, oltre a essere il fondamento della civiltà, è anche una sorta di argine morale, “la sola soluzione finora scoperta dagli uomini per risolvere il problema di conciliare la libertà individuale con l’assenza di conflitti”, scrive Von Hayek.”Racconta la leggenda che Margaret Thatcher, in una delle sue prime riunioni come leader dei Tory britannici nel 1975, tirò fuori dalla borsetta una copia de La società libera per poi scagliarla sul tavolo dicendo: “Questo è tutto quello in cui crediamo”. La prima ministra britannica, assieme al presidente statunitense Ronald Reagan, incarna infatti pienamente lo spirito del neoliberismo: privatizzazioni, deregolamentazione e tagli alla spesa pubblica sul versante economico, conservatorismo su quello politico. Una dottrina come questa si fonda sull’iniziativa privata e sul progressivo indebolimento del controllo dello Stato, come nell’utopia (o forse sarebbe meglio dire distopia) di Von Hayek, un laissez-faire portato alle estreme conseguenze dove ognuno è artefice del proprio destino, e quindi anche del proprio fallimento. Come scrisse George Monbiot sul Guardian, “Il neoliberismo considera la competizione la caratteristica distintiva delle relazioni umane. Ridefinisce i cittadini come consumatori, le cui scelte democratiche si esercitano tramite l’acquisto e la vendita, un processo che premia il merito e punisce l’inefficienza. Sostiene l’idea che ‘il mercato’ apporti dei benefici che non potrebbero mai essere raggiunti con la pianificazione”. (Cit. Jennifer Guerra)

Tutta la citazione storica di Jennifer Guerra è ciò che è avvenuto negli ultimi decenni e ha lasciato sul terreno l’idea valoriale di fratellanza evidenziando i fenomeni di razzismo, il valore della condivisione in quanto non vi è alcuna forma di cooperazione che venga più tollerata tanto viene tacciata di comunismo o addirittura radicalismo chic, i valori di tolleranza e di pietà sono totalmente insopportabili per i neoliberisti se non obliati poiché:

Il neoliberismo ha distrutto l’idea di società. Ora esiste l’individuo, circondato da “altri”. (Cit. Jennifer Guerra)

E ricordatevi che: Non deve stupire, come malaugurato esempio, la storia cilena: il neoliberismo ha infatti un impianto fortemente antidemocratico. Friedrich Von Hayek considerava infatti la democrazia rappresentativa un ostacolo alla realizzazione del singolo, se non proprio antitetica all’esercizio della proprietà privata. E infatti l’economista fu un fervido sostenitore della dittatura di Pinochet: “Nell’era moderna ci sono stati molti esempi di governi autoritari in cui la libertà personale era più al sicuro che nella democrazia”. Forse le 40mila vittime del regime cileno non la penserebbero allo stesso modo.

E vi ricordo che Papa Woityla strinse la mano a quel massacratore carnefice e non ditemi che non sapesse cosa facesse in Cile, ma Pinochet era funzionale, funzionale ad un nuovo ordine mondiale che Tatcher, Reagan e il papa polacco stesso stavano plasmando con lucida determinazione.

Oggi non stupiamoci se vincono sempre gli interessi economici e non la salvaguardia del pianeta ad esempio, ciò è frutto dell’avere permesso che tutto questo venisse perpetrato grazie anche alla connivenza di popoli dediti solamente al puro edonismo ed alla propria pancia.

Tutte le privatizzazioni e le deregolamentazioni messe in atto per il libero mercato e per la concorrenza sono facciate mefitiche di un presunto sistema liberale che di liberale non ha nulla perché, come è successo nel nostro paese, il neoliberismo ha semplicemente liberato gli squali più famelici (Arcore docet) innalzando ai massimi livelli possibili la corruzione rendendola sistemica ad ogni livello, altro che meritocrazia.

Ultima riflessione legata anche al mio precedente post…ma perché oggi pensate si muoia tanto facilmente in certi luoghi di lavoro…pensante ai casi come aspiranti suicidi di massa?

Tutto ciò che è economia non deve avere ostacoli di nessuna natura, non deve avere controlli o regole stringenti e la sicurezza interessa solo dopo che ci sia scappato il morto.

Il neoliberismo è un male endemico ormai, incancrenitosi alle fondamenta, non c’è alcuna speranza.


Forza amici alieni, meritiamo l’estinzione…punto!

MADE BY SOPHIE WITH LOVE

PUBBLICAZIONI

Il Respiro dell'ignoto

Editore: Gruppo Albatros Il Filo
Collana: Nuove voci
Anno edizione: 2015
Pagine: 98 p. , Brossura
EAN: 9788856775341