ECONOMIA BATTE UMANITA’ PER K.O. TECNICO


Iniziamo intanto definendo cosa sia un Knock Out Tecnico: si tratta di un termine utilizzato, prevalentemente, ma non solo, nel gergo del pugilato, per definire la sconfitta di uno dei due contendenti decretata dall’arbitro per manifesta inferiorità, quindi mancanza di reazione della propria difesa da parte di uno dei due pugili, pur rimanendo, in alcuni casi, in piedi.

La decisione di applicare il K.O.T viene presa dall’arbitro per evitare che chi è in palese difficoltà venga inesorabilmente abbattuto con danni ancora maggiori rispetto a quelli già subiti, anche perché chi attacca di certo non si ferma fin quando l’altro non sia a terra, è una legge del pugilato ed in genere dello sport.

Si da il caso, che questa metafora sportiva, venga palesemente introdotta anche nel nostro mondo di tutti i giorni, nel nostro quotidiano, nel nostro sociale, spesso per definire comportamenti, più o meno leciti, di persone verso altre persone soprattutto in ambito lavorativo, ma anche nei normali rapporti fra gli individui.

Non credo di essere lontano dalla realtà, affermando quanto sopra, parlando di questa epoca fortemente segnata e pervasa da un fortissimo comportamento individualista degli umani.

Individualismo che spesso viene spacciato per diritto alla libertà individuale se non per sbandierare la volontà di appartenere ad una società meritocratica (che non esiste), quindi individualismo come ricerca di valorizzare le facoltà e capacità del singolo al fine di ergersi nella scala sociale (bandiera ed allo stesso modo "SIRENA" del liberismo).

Diverso questo atteggiamento rispetto a chi, invece, mette a disposizione della comunità il proprio individuale sapere e quindi la propria conoscenza per condividere e migliorare la condizione di tanti, appunto della società...come vogliamo chiamarlo...socialismo liberale?

Beh io preferisco il secondo di atteggiamento!

Perché siamo arrivati a trasformare la società in un Ring ove prendersi a scazzottate senza alcuna remora o morale solo per prevalere in qualcosa e su qualcuno?

E’ mia umile opinione che il motivo risieda nell’avere lasciato spazio ad una idea di libertà presuntamente liberale ed invece liberista, quindi malsana e dunque letale.

Attenzione che vi è una sostanziale differenza fra liberale e liberalismo.

A chi non piace l’idea di libertà individuale nelle decisioni che governano le nostre vite?

Avete mai sentito qualcuno dire che la libertà non sia un valore assoluto…ma certo che no!

Tuttavia, quando scambiamo la nostra libertà per un diritto inalienabile, spesso lo facciamo dimenticandoci volontariamente, od involontariamente, che spesso la nostra richiesta di essere liberi nel fare o non fare qualcosa mette a repentaglio l’altrui…di libertà!

Il punto focale è proprio questo…oggi, basta osservare il mondo che ci circonda in questi giorni incupiti da questa PANDEMIA di nome COVID 19 per capire che il germe mortale di quello che io chiamo Individualismo sfrenato ha incancrenito menti e corpi fino al midollo, facendogli “difendere” la libertà individuale come fosse l’unica di libertà, come se gli altri non esistessero, senza, pertanto, alcuna legittimazione di ciò che appare limitante e coercitivo agli occhi del singolo per la libertà del singolo stesso.

L’errore si instilla nel fatto che questo individualismo del singolo non prende come visione la libertà della collettività, della comunità, della società.

Continua a mancare il senso civico…che appunto è il senso di bene comune e quindi di libertà collettiva.

Ecco perché siamo riottosi alle regole, alle norme, ai vincoli e non siamo in grado di adeguarci a situazioni emergenziali che addirittura, in nome di questo individualismo, solo apparentemente libertario, da me sottolineato più volte, appaiono a molti come fenomeni, per contrappasso, che diano origini a repressioni dittatoriali da parte dei governi.

Non siamo più in grado di rinunciare a nulla per il bene comune, perché “vogliamo” la nostra libertà e guai, guai a chi la mette a repentaglio o in discussione.

Dal mio punto di vista è una deriva delle menti, appunto…intellettuale, quindi sociologicamente pericolosa, proprio perché prevede un fenomeno culturale (?) che si va dipanando in maggioranze che non si informano, non studiano, non leggono e saranno il substrato della società del domani, se non già dell’oggi.

L’iperindividualismo figlio di stampo chiaramente anglosassone derivante da ciò che rappresentarono i Reegan e la Thatcher ha raggiunto anche i confini italici grazie alla discesa in campo del gaglioffo di Arcore, presunto liberale, in verità col puro intento di salvare la pellaccia da un futuro con la giacca a strisce dietro le sbarre che appariva inevitabile prima delle numerose immunità ottenute da leggi, tristemente, ad personam...perché lui è lui e gli altri...

Un imbonitore riuscito perfettamente nel suo scopo.

Un inganno che stiamo pagando caro, così come il suo figliolo prediletto e mai riconosciuto ufficialmente (in quanto apparentemente avversario), quel Matteo Renzi che bellamente ha cancellato, in nome di presunta liberale riforma, in un sol attimo, le lotte dei nostri padri e nonni.

Oggi vedo torme invasate di persone che scendono nelle piazze per protestare contro chi limita le loro libertà individuali, inneggiando alla dittatura…peccato che non siano scesi in piazza quando cancellarono l’articolo 18 o quando il ministro del lavoro Sacconi (sempre uomini di Berlusconi...guarda il caso) con decreto legge n. 112 del 25 giugno 2008 rese più facile agli imprenditori, meglio, ai Padroni, licenziare con la tristemente famosa pratica delle Dimissioni in bianco.

No, meglio protestare per poter andare al bar, al ristorante, in palestra…come se nessuno potesse rinunciare a qualcosa per un tempo certamente breve, se rispettassimo tutti le regole, perché rinunciare dunque, per cosa, per un bene comune?

Chi se ne importa del dolore, del sacrificio, dei morti, forse potremmo prendere in considerazione la stessa pratica degli svizzeri…basta rianimazione ai vecchi…a cosa servono…meglio salvare i giovani, quelli che possono lavorare…quelli che producono…l’economia deve essere alimentata.

E’ una aberrazione quella della Svizzera, certamente pragmatica…certamente significativa…l’umanità non conta, conta l’economia.

Ah proposito...attenti disabili o portatori di handicap...le leggi di Sparta presto potrebbero essere prese ad esempio da qualche illuminato risparmiatore di risorse...e mi scuso subito per questa ironia nei vostri confronti.

Si tratta di scegliere fra un fattore economico o di semplice umanità…dunque.

Ma l’iperindividualismo muscoloso e ipertrofizzato ci ha pervaso oramai ed ha scelto l’economia…ma solo quella del proprio orticello, non importa se quello del vicino è arido, saranno problemi suoi.

Manca la volontà di costruire ponti e portare l’acqua ovunque perché questa pandemia ha messo a nudo l’assoluta mancanza di umanità di molti di noi italici, temo la maggioranza e questa parola non la temo…perché non è vero che la maggioranza ha sempre ragione!

Oggi ci sono due pugili sul ring…uno si chiama economia e l’altro si chiama umanità e l’arbitro è il COVID… ora indovinate per chi abbia decretato, sia pure involontariamente, il K.O.T. questo arbitro improvvisato e senz’anima…almeno lui però non guarda in faccia nessuno…forse!

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PUBBLICAZIONI

Il Respiro dell'ignoto

Editore: Gruppo Albatros Il Filo
Collana: Nuove voci
Anno edizione: 2015
Pagine: 98 p. , Brossura
EAN: 9788856775341

 

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