Sudditi...sì...grazie

August 6, 2020

Parto immediatamente con un concetto chiaro nella sua semplicità: è paradossale, se non decisamente infamante per la dignità di ogni uomo o donna che cammini su questa terra, che esistano nel mondo ancora figure dette i “Regnanti”, quindi Re…Regine e Principi vari, che spesso per diritto divino (e già qui si aprono dei mondi) si sono professati tali!

Fra tutte le figure ancora presenti nel mondo moderno, certamente la più famosa, ed ingombrante, è sua maestà la Regina Elisabetta (solo a nominarla mi viene un sintomo di orticaria), con annessi e connessi di parentado vario.

La realtà dei fatti è che, addirittura, questa figura del tardo cretaceo (!) è tutt’ora idolatrata da buona parte dei tristemente famosi “sudditi” britannici.

Detto senza false ipocrisie e mi riallaccio al pensiero iniziale, pensare che un uomo possa arrivare ad inchinarsi ad un altro uomo è già di per sé estremamente imbarazzante, oltre che semplicemente non giusto e che lo si faccia in questi tempi moderni, nei quali i “regnanti” avrebbero dovuto tutti ed indistintamente fare la fine del RE di Francia Luigi XVI di Borbone, appare davvero deprimente.

Volutamente esagero nel pensare che avrebbero dovuto finire tutti ghigliottinati, certamente riuscire ad emendarsi da cotanto infame ed inutile fardello è stato ad appannaggio di poche illuminate nazioni.

Noi italici ci riuscimmo solo perché l’infido e vile Re perse la seconda guerra mondiale insieme al sodale Mussolini con il quale per mero interesse di parte aveva stretto alleanza ed il paese, almeno una parte consistente, si convinse dell'inutilità e della protervia di tale condizione mettendosi nelle condizioni di indire un Referendum dopo la fine della guerra persa disastrosamente e sfociata in guerra civile.

I francesi, invece come ricordato, sia pure brutalmente, riuscirono nella “meravigliosamente elevata impresa” di eliminare la monarchia definitivamente anche come riferimento e monito per tutta la loro storia a seguire.

Vittorio Emanuele III, il vile, abdicò alla fine della II Guerra Mondiale in favore del figlio UMBERTO II di Savoia...ma il REFERENDUM del fatidico 2 Giugno 1946 sancì l'inizio della storia Repubblicana e la fine della monarchia.

Noi abbiamo ancora qualche famigerato e laido nostalgico di tale mondo e la storia insegna che nella nostra votazione post bellica, nonostante tutte le porcherie fatte dal regnante, la scelta della Repubblica sulla Monarchia fu vinta dai cittadini votanti, non certo per grande distacco, anzi.

Ricordo, inoltre, che più di uno storico e politologo affermò che forse addirittura ci fossero stati brogli…in favore della Repubblica, il che è un pensiero davvero incredibile.

La Monarchia spesso si è associata a veri e letali regimi dittatoriali e per antonomasia non può che essere così, dato che la Monarchia non prevede la Democrazia per ovvi motivi.

Non credo esista nulla di più insano, coercitivo, arrogante e spocchioso del potere di una famiglia cosiddetta reale…ma a quale titolo?

Quello divino?

Ma facciano il piacere...

Trasportare da tempi immemorabili e medioevali figure di questo genere è un insulto alla capacità dell’uomo di evolversi culturalmente.

Torno su un concetto basico: non esiste nel mondo nessuno al quale inchinarsi…o meglio…non dovrebbe esistere nessuno…Re, Capo Religioso, Governante od altro.

Credo che l’inchinarsi di fronte a qualcuno debba essere un gesto volontario di fronte solo alla grandezza effettiva di chi ci stia davanti e per grandezza intendo ciò che negli ideali trasmessi e nei fatti relativi e coerenti si acclari l’evidenza della reale dimensione di uomo o donna davvero fuori dalla norma della aurea mediocritas degli umani moderni.

Vi faccio un esempio e non c’entra la religione in sé, pur essendo un capo religioso…ma il messaggio di pace e condivisione che da sempre lo contraddistingue: il DALAI LAMA!

Se trasporto questo pensiero su base generale alla nostra attuale società italica mi vengono da pensare i giudizi più severi possibili, dato che per essere sudditi non serve avere dei regnanti, ma da noi basta qualche urlatore professionista e non, spesso demagogico e pregiudiziale, spesso negazionista della storia, se non puro razzista.

Oggi masse di invertebrati limacciosi disposti all’inchino solcano e cavalcano il conformismo di comportamenti sociali per un mero interesse personale o per semplice pregiudizio.

Ciò non significa essere “cittadini” ma, appunto, sudditi, ovviamente in attesa di un pezzo di pane o di un osso da portarsi nella propria cuccia.

Bande di schiere supine hanno attraversato gli anni del Berlusconismo, vero esempio di satrapia moderna, minando alle fondamenta un già labile spirito civico e rendendo questo attuale tessuto sociale italico incapace di un proprio singolo pensiero e prono al forte di turno, all’urlatore seriale di slogan, alla retorica più infame ed ipocrita che lascia un terreno desertificato fatto di intolleranza, revisionismo storico e settarismo.

E’ impossibile, se non in qualche raro esempio di vera appartenenza ad un supremo valore civico  estrapolato da e nelle tragedie che ci hanno colpito negli anni, trovare un momento storico nel quale il “cittadino medio” italiano non abbia avuto un presunto leader, se non al peggio un idolo, da seguire e da amare senza preservarsi la facoltà dello “spirito critico” che libera ed emenda la coscienza.

Fondamentalmente sostengo che noi italici siamo naturalmente disposti e disponibili alla…sudditanza!

Chi si è azzardato e chi si azzarda ad animarsi di spirito critico e di beneficio del dubbio che porta alla riflessione ed alla analisi, comunque senza per forza avere soluzioni o certezze, ma almeno dubbi e domande e chi ha fatto e fa della critica al potere, da qualsiasi parte venga, passa per essere un inutile intellettuale, un radical chic, un filosofo da salotto, uno con la pancia piena.

Ecco che il tentativo culturale di far pensare e riflettere, prima di animare i gangli dell’intestino e deflagrare cieca rabbia, diventa non un’opera meritoria, ma per contrappasso un peccato.

Lo studio della storia per non ripetere errori fatali e la cultura oggi sono una colpa!

Oggi "molto meglio" andare al Papeete Beach di Milano Marittima…troveremo il Profeta…il nostro urlatore preferito…

Amare risate si spargono nell’etere!

Concludo dicendo che forse anch’io mi sarei inchinato di fronte a qualcuno…forse alla grandezza del messaggio di pace e fratellanza di chi un vero sogno lo aveva…ma lo hanno ucciso…Martin Luther King!

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Il Respiro dell'ignoto

Editore: Gruppo Albatros Il Filo
Collana: Nuove voci
Anno edizione: 2015
Pagine: 98 p. , Brossura
EAN: 9788856775341

 

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