The show must go on…(lo spettacolo deve continuare)

May 24, 2020

Il titolo contiene una frase nella quale è condensato un intero scibile dell’evoluzione dell’uomo.

Se è condivisibile, sotto l’aspetto meramente pratico, che è ovvio che la vita va avanti a prescindere da chicchessia di questo mondo umano e che in questo vi sia anche una certa giustizia, l’altra faccia della medaglia è la totale affezione alla mancanza di insegnamento che i sopravvissuti ad un evento negativo siano in grado di fare proprio per migliorare la propria di vita, quella dei figli e del prossimo.

In pratica…la netta impressione è che non si impari mai, anzi!

L’esistenza “deve proseguire”, comunque in avanti…questo ti insegnano nel mondo dell’oggi perduto fra i numeri e lo sfruttamento degli altri, quando gli altri spesso sono più “deboli”…"ANZIANI"..."sacrificabili".

Questo diabolico gioco della vita è sfuggito, tuttavia, ai suoi stessi creatori…arrivando a contorcersi e “sublimarsi” verso l'apice d’una vergognosa ed insensibile sospensione delle coscienze…il gioco è diventato azzardo riuscendo ad annullare le anime e le menti…rendendole plasmabili…conformiste…allineate…pericolose, in questo omologato e tristemente insipido oggi!

Sempre avanti dunque, verso cosa non è mai dato sapere con sicurezza, o forse pur sapendolo, l’animo rifiuta quella che appare certa e lucida come una futura invadente DISTOPIA, ma lo spettacolo deve protrarsi sempre e comunque… lo affermano i fatalisti…i qualunquisti…gli spietati, gli ipocriti, i falsi liberali…gli sgherri irridenti dei poeti.

Il domani che intravedo dallo spiraglio di una finestra sempre più evidente negli orizzonti temporalmente vicini è pervaso dal colore della morte…della tenebra dell’anima, è il cieco NERO!

Ma non quel nero illune totale e sincero, l’amico di lunghe notti di riflessione, quel buio che ci salva dall’ammaliante luce della menzogna, una luce figlia d’algida meretrice che distorce la visione.

Temere la discesa in campo di questo termine : DISTOPIA...dall'accezione totalmente negativa…oscura…tentacolare…sarebbe saggio e lungimirante…ma pochi se ne stanno accorgendo e noi gli additatori, i poeti irrisi, restiamo isolati e reietti ai più.

Perché questo è il destino dei poeti, l’essere ritenuti inutili, sopportate Cassandre… ma è l’uomo che accecato dalla luce non ha visione della vita…mentre il poeta ha tersa la sua visione.

Dalla funerea avanzata della distopia portata avanti da truppe cammellate di umani zerbini si è perduto l’uso del termine antitetico, infatti si è persa la bellezza del sogno e il suo contrario dunque… la meravigliosa Utopia.

Per quanto di per sé stessa, e per antonomasia, irraggiungibile, ma ammaliante e stimolante, non rimane che bruco oramai, anziché diventar farfalla e tarpa le proprie ali che mai lo diventeranno tali…per volare e sognare!

Hanno minato i sogni di noi umanisti…quelli della condivisione, dell’essere intreccio multicolore nel magico gioco della vita.

Gli stolti impauriti da ciò che non conoscono vengono ammaestrati dai nostalgici d’un mondo infame, ducetti epigoni d’un pensiero vile e settario che alimenta le divisioni artificiosamente con scientifica prassi quotidiana per suddividere, catalogare, ghettizzare!

E’ infatti l’arte della menzogna, del disconoscere il flusso della storia passata come emendamento salvifico degli errori di precedenti generazioni che risulta essere l’arma di questa distopia di cui vi racconto.

La mistificazione, il reiterato tentativo di riscrivere la storia, il clamoroso ribaltamento delle responsabilità in ogni vicenda per non avere mai un effettivo protagonista, il mancato riconoscimento delle altrui opportunità, il malessere verso la dignità delle fasce più deboli e la recente disumanità nel giudicare le morti di questo periodo pandemico come figlie di un’idea darwinista sono tutti lati di un quadro agghiacciante!

L'esempio del disprezzo, espresso negando l'evidenza su social di varia natura dai soliti leoni da tastiera, malpancisti inverecondi, verso la morte di migliaia di persone in questa epoca di Pandemia è talmente palese da fare ribrezzo sia per il merito del caso, sia per la sua sfacciata esternazione senza alcun pudore.

La distopia è tipicamente assimilabile alla destra più retriva perpetuata astutamente nel presente da cattivi maestri mascherati da Giornalisti radiofonici, Direttori di testate giornalistiche ed alcuni solerti e "smemorati" Politici, ma anche una fascia di colletti bianchi è protagonista nel divulgare senza remore,  debitamente ammaestrati verso un intellettuale disprezzo, odio verso tutto ciò che viene ritenuto diverso da canoni di ortodossia bianca falsamente cristiano/cattolica (poiché esattamente contraria agli stessi valori della cristianità),  spesso provincialista, talvolta regionalista, qualche volta nazionalista e di stampo, come tratto distintivo inequivocabile, prettamente omofobo!

Se questo vi pare esagerato, soprattutto pensando a chi mi posso riferire (come esempio mirabile prendo il nostro "buon" Vittorio Feltri) vi esorto a leggere il saggio scritto da HANNAH ARENDT dal titolo "LA BANALITA' DEL MALE".

Questo per dire, sinteticamente, che il male non si presenta solo con la pistola per uccidere (effetto finale) ma il male è preparato da chi la pistola la mette nelle mani di qualcuno e poi armare...per uccidere!

Esempio certamente comprensivo...la Arendt prese per il suo saggio,come esempio, ADOLF EICHMANN...cioè quel NAZISTA che mandò milioni di ebrei con i treni a morire nei lager...era nient'altro che un burocrate...eppure qualcuno gli instillò il sacro dovere di farlo...senza alcun rimorso o dubbio.

I mandanti si celano, spesso, sotto giacca e cravatta, sono i cosiddetti "CATTIVI MAESTRI"!

Il loro insegnamento oggi è palese e instradato in una RICERCA del CONFINE…del noi siamo "DIVERSI" che non è solo virtuale o social ma è geografico, logistico, economico e purtroppo intellettualmente viscerale in tutti i novelli irredentisti regionali del nostro italico paese…ed è inutile che citi di quali regioni stia paventando queste mie riflessioni…è evidente!

Ecco alcuni degli slogan distopici :“Noi siamo DIVERSI”…”Prima gli Italiani”…”Prima i Veneti” (“fora i teron dal veneto”…campeggia ancora su diversi murales)…”Padania Libera”…”Quei colerosi dei napoletani”… “Forza Vesuvio”… "Forza Etna"..."Negri del cazzo"...eccetera…sono idee figlie di una letterale ed epidemiologica ignoranza distopica.

Quando li sentirete, come accade a me, dalle vostre orecchie, sarete di fronte a qualcosa di molto pericoloso quando chi pronuncia quelle frasi ne è consapevole.

Solo nella migliore delle ipotesi sarà, una comunque colpevole, ma in parte giustificabile ignoranza a proferire tali nefandezze.

Il risultato non cambia, socialmente sarete davanti ad un individuo "Distopico"!

Oggi, addirittura, si gode della propria ignoranza distopica, la si amplifica come caratteristica di rivendicazione sociale…infatti la pancia l’ha nettamente vinta sul cervello.

La pancia deve mangiare…e con orgoglio la si sbandiera quell'ignoranza funzionale ad un senso di appartenenza ad un presunto ed individuato leader, o territorio geografico, senza mai riuscire ad andare oltre l’ispida siepe del pregiudizio indotto e fatto proprio.

Molto più facile riesumare, scomodare e agognare il ritorno di un Duce…magari quello che firmò le leggi razziali!

Una via imboccata senza lume di ragione…il cui traguardo è un esito finale certamente intriso di pura morte della coscienza e dell’anima.

Avete voglia di dittatura...Poveri miserabili!

 

P.S. Chiedo perdono al grande FREDDY MERCURY, ma la foto mi pareva azzeccata!

 

 

 

 

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Il Respiro dell'ignoto

Editore: Gruppo Albatros Il Filo
Collana: Nuove voci
Anno edizione: 2015
Pagine: 98 p. , Brossura
EAN: 9788856775341

 

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