Società....od Individuo...i peccati del Neoliberismo


Un fatto è assolutamente certo e dovrebbe essere compreso da tutti noi e bisogna prenderne atto con disincanto ed accettazione: le regole del mercato e dell’economia sono preponderanti se non decisive sull’azione della politica.

E’ davvero sotto gli occhi di tutti questo concetto, può non essere condivisibile da un punto di vista intellettuale e quindi “umano”…ma è…sic et simpliciter… così.

Un esempio di scarsa "umanità" del Neoliberismo è riferita al mondo del lavoro odierno...ove di “umano” nella gestione delle risorse umane in molti settori odierni della produzione o della logistica vi sia rimasto ben poco e questo in nome sempre della fantomatica produttività.

Certo, innegabilmente la produttività è importante per fare marginalità e fare stare in piedi le aziende e quindi i lavoratori stessi, ma a quali spese…se non salari più bassi…lotta fra poveri…scarsa specializzazione…minori tutele sulla sicurezza e così via.

Si doveva e si poteva, dunque, interagire su questo processo neoliberista che invece che dare piena libertà (nel concetto di liberalità insito in questo processo economico) a tutti di potersi esprimere con il mercato e nel mercato attraverso le proprie idee, le proprie capacità, ha tuttavia invece provocato l’effetto di differenziare e distaccare ancora di più fra loro le classi sociali.

Si sono create oligarchie di super ricchi e super poteri di multinazionali in grado di governare i destini di una nazione se non del mondo intero.

Vero…le grandi ideologie hanno fallito…ma è per altro altrettanto evidente il fallimento di questo neoliberismo portato avanti dogmaticamente da personaggi che seguirono oltre alla lettera i dettami dell’economista Friedrich Von Hayek (contrapposto al noto Keynes).

Il fallimento del neoliberismo si concentra sul fatto che anziché contrastare la possibilità che nel mercato e sul mercato si avvantaggiassero solo i più forti, grazie a connivenze fra politica ed affarismo, ha praticamente spianato loro la strada interrompendo il circuito di quelle che si chiamano regole di civismo sociale.

Così hanno avuto successo in pochi e non tutti quelli che potevano ed avevano le doti, ma non le conoscenze politiche od affaristiche.

Il neo liberismo ha acuito le differenziazioni sociali in maniera tanto evidente da essere stato il fautore principale dell’attuale situazione politica presente oggi in alcuni paesi europei ed il risultato sono questi populismi/sovranisti che ignorano bellamente di vivere in una società che ormai “appartiene” alle logiche di un mercato globalizzato e macroeconomico.

Perciò ecco la nemesi del neoliberismo e dei suoi fautori, anche quelli intellettualmente probi che vedevano in esso un sistema liberale per una visione della società libera dalle consuete ideologie della dicotomia destra/sinistra.

Reagan e la Tatcher furono gli iniziatori di questo processo, ma andarono proditoriamente oltre a quella idea di liberismo liberale che di per sé sarebbe condivisibile ed accettabile da inserire nelle politiche sociali di un paese veramente democratico.

Invece il neoliberismo Reaganiano e Thatcheriano (soprattutto) hanno sdoganato l’immoralità insita (per forza di cose ogni ambito ha i suoi punti deboli) nel mercato stesso, l’immoralità dell’eccesso, l’immoralità del troppo a pochi…per essere più prosaico.

In nome di questa immoralità di stampo meramente etico della persona ( quindi un problema sociologico) si sono annullate le regole elementari di convivenza, appunto di civismo.

Vorrei citare come esempio di immoralità di stampo etico questa frase proferita dalla Leader di ferro Inglese Margaret Thatcher : “Non esiste una cosa chiamata società, ci sono solo individui e famiglie”».

Credo che questa frase sia di per sé emblematica…agghiacciante se penso che quella persona ha governato i destini di milioni di persone per anni ed anni, inoculando nella gente il male dell’individualismo fine a sè stesso.

Immaginatevi un enorme mosaico ove ogni casella si incastra con un’altra per arrivare ad un quadro ripieno di colori e gioia….ecco quel quadro nei “liberisti” dello stampo di quelli citati è totalmente assente e le persone sono atomi polverizzati ed impazziti lasciati alla mercè degli eventi.

Mors tua…vita mea.

Se esiste un Dio spero di fronte a lui segga sua indignità Margaret con il fratello Ronald… e rimangano sospesi nell’eternità…nell’attesa di una pena indicibile.

#neoliberismo #THATCHER #REAGAN #POPULISMI #SOVRANISMI #KEYNES #VONHAYEK

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PUBBLICAZIONI

Il Respiro dell'ignoto

Editore: Gruppo Albatros Il Filo
Collana: Nuove voci
Anno edizione: 2015
Pagine: 98 p. , Brossura
EAN: 9788856775341

 

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