Flessibilità e Meritocrazia... ovvero il grande inganno del liberismo.


Da quando anche il nostro paese è stato permeato dall’ammaliante pensiero del liberismo capitalista che ha deregolamentato (eufemismo) praticamente tutti i settori dell’economia e della finanza liberando i più sordidi fra i famelici squali a due zampe, sono due le parole che rappresentano il mantra “d’illuminati” gestori della vita sociale…sì ma quella di tutti gli altri: FLESSIBILITA’ e MERITOCRAZIA.

Due cavalli di troia che hanno letteralmente scardinato le più elementari regole di rispetto e convivenza civile in ambito del lavoro, sconvolgendo i rapporti fra forza lavoro stessa ed imprenditori, ovviamente nettamente a favore di questi ultimi.

In nome di questi due sostantivi, che di per sé sarebbero pregnanti, ed invero anche condivisibili se intrapresi nel rispetto di regole condivise e sopra ogni cosa rispettate (pura utopia), si sono fatte le leggi sul lavoro più abiette e devastanti.

Queste leggi hanno riportato il mondo del lavoro stesso, soprattutto in alcuni ambienti (vedi Grande Distribuzione Organizzata, piccoli artigiani, ma anche grande industria) a trattare i dipendenti non più come risorse umane ma come semplici numeri, nella peggiore delle versioni di FIAT Marchionniana: “una semplice variabile di costo”.

Che lo vogliate sentire o no…miei cari incensatori del potere (ma forse in tanti solamente rosi dall'invidia di cotanta forza) la FIAT grazie al suo ex A.D. Sergio Marchionne è stata un volano di incivile guerra ideologica (l’uscita dalla Confindustria fu significativa) fatta in nome dell’economia globalizzata che tende a ridurre (se non eliminare) i diritti più elementari per giustificare la propria competitività sul mercato.

Bisogna conoscerla la pregnanza dell’umanità per condividerla, assecondarla e respirarne la vera essenza.

Invece troppo spesso sento dirigenti, manager e responsabili di varia natura amare e lodare, portandolo a sublime esempio, il potente di turno, in un circo di lodi sperticate verso il grande processo di solidarietà alla brutale forza del potere.

E’ un canone inverso, si incensa e si sostiene il forte, si castra e si disprezza il debole.

E l’umanità va a farsi benedire….

Dall’epoca della cosiddetta seconda Repubblica, tutti i governi che si sono succeduti, sia di centro destra che di centro sinistra, hanno eroso lentamente ed inesorabilmente uno Stato Sociale di primordine a livello di regole costituite, attraverso leggi e leggine fatta ad hoc ed il colpo di grazia è arrivato grazie al Jobs Act di Renziana memoria.

Andando contro al principio sancito dalla nostra costituzione (sempre più obliata sull’altare del famelico liberismo/capitalistico) del concetto di UGUAGLIANZA.

Ma ecco il vero problema/nemico di questi squali penetrati tramite la globalizzazione dei mercati: l’UGUAGLIANZA”!!!!

Questa parola tanto valoriale era ed è un evidente ostacolo al “diritto” d’imprenditoria di creare utili e profitti, pertanto si doveva “flessibilizzare” e giustificare il tutto attraverso il falso dogma della “meritocrazia”, dogma apparentemente contrastato dal principio di uguaglianza che secondo gli squali appiattisce legittime ambizioni di successo e superiori capacità del singolo.

La faccenda che fa più riflettere è che persone comuni, nei più svariati ambiti lavorativi e sociali, non apprezzano od amano l’uguaglianza, anzi si prefiggono ed accettano le differenze, in quanto esse stesse sarebbero l’evidenza di chi merita più di un altro.

Poveri mentecatti…aggiungo!

Nessuno nega che chi ha meriti superiori debba avere la possibilità di guadagnare di più ed ottenere posizioni importanti nella vita sociale, certo che no!

E l’altro argomento che questi “pensatori” moderni della flessibilità meritocratica adducono è una presunta invidia sociale dei deboli…dei poveri…di chi non ha saputo realizzarsi…

Una fandonia gigantesca.

Conosco persone felicissime che si godono il poco (o tanto) che hanno, senza alcuna rimostranza verso i ricchi od i potenti.

Il gioco di parole del mantra liberista è funzionale, nella stragrande maggioranza dei casi, a premiare invece i furbi, i servi dei potenti di turno e creare il più grande processo clientelare che permea ed ammorba la nostra italica società in ogni meandro del mondo del lavoro, sia statale che anche privato in molti casi (dove l’ipocrisia dell’adulatore tirapiedi impera).

Mi permetto di sorridere ironicamente quando “Soloni” di varia natura ed in qualsiasi ambito imprenditoriale o manageriale parlano (compiacendosi di tali affermazioni) di meritocrazia e flessibilità…certo generalizzo, ma spesso quei sostantivi servono a coprire mancanze intellettuali, se non un vero e proprio livore pregiudiziale nei confronti della gente comune.

Colpevole questa gente di vivere vite normali, con umili ambizioni e desideri, non rivolti verso la costante ricerca del successo e della ricchezza.

Poveri questi tapini (secondo i nostri moderni eroi liberisti).

Quel coagulo informe di società discriminante impregnata di furore nazionalistico e pronta a guerreggiare non appena se ne presenti l’occasione che risponde al letale (vedasi lo storico infinito di guerre fatte in tutto il mondo) ceppo anglosassone direbbe che sono i “Born to loose”…le nostre umili e tapine persone normali!

In fondo…ma non poi tanto, i Pensatori flessibili e meritocratici pensano che l’uguaglianza sia un lusso che non ci si possa permettere.

Perché avere tutti gli stessi diritti?

Perché godere tutti degli stessi principi di pari opportunità nella scuola, nel lavoro, nella vita?

Meglio essere Darwiniani e coltivare l’evoluzione della specie…quella camaleontica… quella forte…quella flessibile, quella meritocratica…quella che si adatta alla situazione, si certo, ma non attraverso le pari opportunità, ma con l’inganno intellettuale nascosto spesso da bei modi, istruzione, giacca e cravatta... ed ecco il gioco del malaffare è presto fatto.

Ma quando non rimarrà un solo albero, od un solo pesce nel mare e la superficie del mondo sarà fatta di granelli di sabbia senza fertilità… ed il cielo sarà oscurato dalla vostra insipienza verso i vostri stessi figli… infine smetterete di correre verso il successo, quel successo che oltre a depredare la madre terra ha cancellato l’umanità dai vostri cuori… miei cari improvvidi coevi… flessibili e meritocratici!

Con infinito disprezzo….alla faccio del buonismo!

Il vostro Born to Loose!!!!!

#MARCHIONNE #fiat #flessibilita #meritocrazia #jobsact #renziana #uguaglianza #borntoloose #liberismo #darwin #evoluzionedellaqspecia

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Il Respiro dell'ignoto

Editore: Gruppo Albatros Il Filo
Collana: Nuove voci
Anno edizione: 2015
Pagine: 98 p. , Brossura
EAN: 9788856775341

 

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