L'occasione perduta...


In questi giorni si sta ricordando, su tutti gli strumenti di comunicazione conosciuti ed utilizzati, i giorni del rapimento di Aldo Moro, l’uccisione di tutti gli uomini della scorta e ciò che significò quell’atto e la successiva esecuzione di Moro stesso da parte di quella banda criminale e scellerata chiamata Brigate Rosse.

Occorre ricordare che esistono tutt’oggi zone d’ombra non dissipate su quell’evento, come per altro su gran parte dei misteri che avvolgono le più grandi tragedie accadute nel nostro paese.

Basti ricordare il caso Mattei, le stragi di Piazza Fontana, della stazione di Bologna, di Ustica, dell’omicidio di Pasolini, di Falcone , di Borsellino.

Ancora oggi, mancate risposte, omissioni, depistaggi, servono ad uno scopo ben preciso: la sudditanza psicologica del popolo, di un popolo che deve avere paura.

La verità non si può sapere per presunte ragion di stato o semplicemente per tenere all’oscuro la gente dai giochi di potere in atto.

Non si tratta di retorica, né di dietrologia, bensì di realismo dovuto alle testimonianze ed alle ricerche di persone coraggiose e determinate che si sono sempre battute per farci conoscere scomode verità.

Ed i pezzi di queste verità, spesso, piano piano, emergono nella loro agghiacciante sensazione di impotenza e sdegno.

Riferendoci al caso Moro è infatti evidente, ormai, che lo statista non venne "volutamente" salvato per un mero fine politico/strategico diabolico, poiché sapevano dove fosse nascosto e di questo si è venuti a sapere.

Quell’uomo politico aveva capito che attraverso il famoso compromesso storico con la sinistra di Enrico Berlinguer si sarebbe pacificato un paese in preda ad una stagione di velenoso e letale terrorismo sia “rosso” che “nero”, mettendo le basi per una crescita sociale ed economica dell’Italia che si sarebbe così emancipata dal giogo del controllo statunitense.

Questo non si volle farlo, con l’ovvio avvallo del più bieco potere democristiano di allora ad appannaggio del famigerato “ Giulio Andreotti” (il vero grande burattinaio) e sodali di varia natura (Cossiga), oltre ai servizi segreti degli Stati Uniti.

Fu una scelta politica scellerata, una scelta che tarpò le ali di un paese che voleva e poteva cambiare e virare attraverso la lungimiranza di due politici (Moro e Berlinguer) che vedevano nel loro accordo la possibilità di creare armonia e crescita sociale pur nella naturale differenza di visioni ideali.

Fu una occasione mancata, un volo mai spiccato.

Vi esorto a leggere le inchieste del giudice Ferdinando Imposimato e tutto ciò che è venuto a galla in questi anni, semplicemente per capire che siamo stati “dirottati artatamente" come un aereo verso la rotta dissoluta del nulla.

Un disegno che ci ha reso un paese diviso nel profondo, che non ha permesso di mettere da parte i retaggi d'astio del dopoguerra e che non ha, quindi, dato l’opportunità di rialzarsi insieme in un destino comune e condiviso.

Un destino diverso che ci avrebbe permesso di diventare un paese dissimile da quello attuale, permeato ancora di segreti inconfessabili e ridotto a sostenersi con la più letale delle pratiche: la corruzione sistemica.

Mancammo quel volo di affrancatura a causa di una sudditanza verso il paese che ci liberò dai nazisti e per un drammatico errore politico nel disconoscere le virtù di un compromesso storico che persone illuminate come Moro e Berlinguer ebbero nell’animo di perseguire.

Furono, non a caso, i primi a porsi il problema etico della questione morale dei politici, sapendo quali e quante siano le sirene ammalianti e fuorvianti in questo settore vitale per il benessere sociale di uno stato.

No… non cogliemmo quell’occasione, come non la cogliemmo nel dopo mani pulite, non a caso scoppiata dopo il decennio contraddistinto dalla morte di Moro e Berlinguer.

Mi chiedo perché siano gli illuminati, sia pure con i loro umani errori, a morire nel nostro paese...senza che gli sia permesso di valorizzare le politiche di condivisione di un sogno…il sogno di essere finalmente un “Paese” dotato di civismo e pari opportunità.

Mi pare chiaro che quella sudditanza di cui ho già parlato in precedenza, è servita per tenerci nell’alveo di un controllo delle nostre differenze, le stesse funzionali per mantenerci divisi e non permettere di emanciparci dal controllo di chi alimenta liberalismo deregolamentato ed individualismo come sistema di vita.

Quel liberalismo e quell’individualismo che di contrappasso sono diventati il giogo di una società refrattaria a regole e rispetto per il proprio vicino, per il prossimo, per il territorio.

Paese di cialtroni, ignoranti e gretti, senza alcuna dignità morale, conniventi e sodali del peggior momento storico dell’italico suolo, schiavi dentro e fuori dell’americanizzazione di stili di vita, del lavoro, del sociale….

Siamo perduti…per ora!

#brigateross #aldomor #giulioandre #compromessostorico #liberalismo

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Il Respiro dell'ignoto

Editore: Gruppo Albatros Il Filo
Collana: Nuove voci
Anno edizione: 2015
Pagine: 98 p. , Brossura
EAN: 9788856775341

 

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