L'indifferenza cancella il senso civico


"Immagine di PAOLO BORSELLINO"

Ci sono peculiarità distintive dell’animo umano, fra queste ve ne sono certamente di più significative rispetto ad altre .

Queste peculiarità caratteriali che ognuno di noi ha, caratterizzano e definiscono i rapporti sociali e dunque lo svolgersi quotidiano della nostra vita, della storia della nostra famiglia, del nostro paese, inteso come nazione.

Siamo cittadini, quindi ognuna delle nostre azioni per piccola o grande che sia, ( non importa quanto possiamo essere “tra virgolette insignificanti” nella presunta scala sociale, spesso definita tale solo dai potenti poco lungimiranti e dalle elites che restano fine a se stesse), contribuiscono a formare ogni tassello del nostro civismo messo a disposizione come contributo potenziale ad una società ideale fatta di regole condivise, di giustizia, di diritti e di doveri.

E qui…come disse il “poeta” cade l’asino!

Si potrebbe azzardare che la peggior caratteristica, deleteria per antonomasia, sia “l’ignoranza”…che spesso ha come causa la mancanza di poter accedere allo studio per tutti gli strati del tessuto sociale, ad una scuola di oggi spesso incapace di formare ed entusiasmare i ragazzi che saranno uomini, a famiglie disgregate che sono più attente (forse costrette) a dover mantenere un lavoro piuttosto che seguire i propri figli.

In definitiva le cause dell’ignoranza possono essere molteplici ed avere diverse sfaccettature, inoltre, nella sua espressione più deleteria, diventare stoltezza.

Perché stoltezza è ancor peggio di ignoranza?

Perché la stoltezza non ha giustificazioni plausibili, lo stolto è un presuntuoso convinto, convinto anche da una bugia, da un fatto capovolto, da una storia accertata non accettata per snobismo, o peggio per un ideale contrario.

Gli stolti sono presenti ad ogni livello sociale, specialmente in quello politico, poiché essere convinti di presunti ideali che cavalcano il malpancismo odierno della nostra società è strumentale solo al desiderio di potere… e non di trasformare il paese in un costante miglioramento dei cardini che dovrebbero reggere una Nazione: lavoro in dignità, democrazia strutturata e condivisibile a tutti, pari opportunità di sesso e colore di pelle, ecc.

Ma oggi, più di queste citate, c’è un’altra caratteristica che si è ramificata ed incancrenita nella società…si chiama “INDIFFERENZA”.

L’indifferenza non è ad appannaggio solo degli ignoranti, ma spesso invece di tante, troppe persone, anche colte o comunque affermate.

Qualcuno la definisce una risposta allo scempio creato dalla nostra classe politica (da ambo i lati conosciuti) in questi ultimi 24 anni, diciamo dal 1994 in poi…qualcuno la chiama disillusione.

Io comunque non la giustifico l’indifferenza…voltarsi da un’altra parte e fare finta di non guardare per convenienza, per interesse, per ignavia o per codardia ci ha portato ad essere quello che siamo.

Siamo un paese disgregato, diviso in mille rivoli ed interessi di parte, revisionista del peggio che fu combattuto e vinto dalla legittima voglia di libertà, comunque refrattario a regole di convivenza civile, appunto di mancanza di civismo.

Ecco cosa crea l’indifferenza…crea cittadini non cittadini, solo presenze fisiche, pure essenze…vuote di sentimento comune, vuote di spirito di società, vuote di pietà, vuote di tolleranza, vuote…semplicemente.

L’indifferente lo fa per scelta l'esercizio di esserlo, è convinto, per i motivi che ho spiegato e nel peggiore dei casi l’indifferenza diventa omertà, che non è solo quella di origine mafiosa ma è quella pervasiva di ogni giorno.

Quella indifferenza che non ci permette di indignarci, di denunciare, di scoperchiare quei maledetti tombini ripieni del fetore di una società, come la nostra, difficile da accettare per quello che è oggi e che ho già, sia pure sommariamente, descritto in precedenza.

Mi viene in mente una famosa frase del cantautore Giorgio Gaber: “La democrazia è partecipazione”.

Ed aggiungo che la partecipazione ha un costo, il costo di mettersi in gioco, di denudarsi di fronte al cinismo degli indifferenti.

Vi prego di non essere indifferenti, almeno il prossimo quattro marzo prossimo, giorno designato per le futuri elezioni politiche.

Per stanchi, disillusi, saturi che voi siate…guardatevi attorno, informatevi, leggete ed avrete la possibilità di cancellare dagli scranni del comando tutti quelli che negli ultimi 25 anni ci hanno massacrato…in ogni ambito.

Non vi è alcun bisogno che indichi una rotta…è tutto molto chiaro...palese.

C’è un’altra possibilità…non lasciamola sfuggire…altrimenti vinceranno gli indifferenti e gli stolti…nuovamente!

#giorgiogaber #democrazi #indifferenz #PAOLOBORSELLINO

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PUBBLICAZIONI

Il Respiro dell'ignoto

Editore: Gruppo Albatros Il Filo
Collana: Nuove voci
Anno edizione: 2015
Pagine: 98 p. , Brossura
EAN: 9788856775341

 

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