Per non dimenticare Federico


LETTERA A PATRIZIA MORETTI MAMMA DI FEDERICO

Carissima Sig.ra PATRIZIA

Da molto tempo desideravo scriverle ed esprimerle la mia vicinanza per la terribile perdita di suo figlio, soprattutto nel modo nella quale è avvenuta, inoltre la mia ammirazione per la battaglia che la vita le ha dato beffardamente in sorte e cioè quella di aver dovuto combattere per una verità celata dagli autori di quell’assassinio che le ha tolto FEDERICO e contro istituzioni che si sono serrate appresso ad un vecchio liturgico dogma che la divisa fa l’uomo giusto. Premesso che credo nelle regole e nel loro fermo rispetto e che la maggior parte delle nostre forze dell’ordine è pulita intellettualmente e svolge con rigore il proprio difficile mestiere, purtuttavia credo che, come in ogni fascia sociale e ruolo che si occupi, vi siano purtroppo schegge pericolose. Queste schegge sono il frutto di mancanza di istruzione, di cultura, di storia e fomentate da chi ancora percorre la via malsana di una società fascista che usa divisa e manganello per imporre il proprio presunto stile di vita. Quei poliziotti che si resero complici e partecipi dell’assassinio di suo figlio, ne sono convinto, erano queste schegge che le ho descritto, individui senza un’etica se non quella indotta da cattivi maestri e purtroppo sfogarono le loro infami peculiarità su un ragazzo inerme. Lo stato italiano, grazie al suo impegno, è riuscito solo in parte a dare una forma di giustizia a quell’evento tragico che ha segnato la sua vita, condannando in Cassazione, quindi in via definitiva, quegli stolti quattro poliziotti per “ECCESSO COLPOSO IN USO LEGITTIMO DELLE ARMI”. Mi permetto di affermare che questo stato è riuscito a “proteggere” se stesso, attraverso una sentenza beffarda, ingannando con una sentenza che a leggerla è a dir poco contraddittoria……che significa eccesso colposo se si considera legittimo l’uso di armi? Chi era Federico…..un brigante, un bandito, un pericoloso terrorista armato……no nulla di tutto questo! Perché giustificare l’uso legittimo delle armi? Sono convinto che si trattò di una barbarie di stampo fascistoide, tipica di menti squilibrate, infami, quei quattro imbelli poliziotti, dopo le risibili condanne di pochi anni, sono stati rimessi al luogo di lavoro in servizi amministrativi…………..in divisa! Quella divisa, quel genere di divisa, non ci rappresenta. Per quanto mi riguarda avranno i loro nomi e le loro coscienze additati per tutta la vita a quello che sono veramente nell’animo……dei volgari assassini. Lo stato italiano, che ci rappresenta come cittadini, li ha condannati e noi possiamo chiamarli per questo: CRIMINALI. Patrizia…..la perdita inestimabile di un figlio, morto in modo atroce come Federico non è e non sarà mai colmata, né le umiliazioni volontarie inferte da dubbi personaggi dello stato stesso, quale un ex ministro, fra i peggiori della storia Repubblicana, come il tristemente noto GIOVANARDI, che si è reso protagonista di dichiarazioni senza vergogna alcuna nei suoi confronti. Loro non hanno mai chiesto scusa, né a lei, la madre, né allo stato Italiano che hanno tradito con il loro comportamento anche e soprattutto dopo le sentenze. Non chiederà mai scusa lo stolto fascista……….ma noi abbiamo un’altra arma rispetto alle loro vacue vite, abbiamo la facoltà di continuare ad indignarci e fino a quando non si inchineranno confessando i loro fatali e letali errori non li perdoneremo……………mai!!!!!! Non dimentico FEDERICO, non dimentico la sua dignità di madre, coraggio mamma PATRIZIA, moltitudini lottano ancora per la dignità dell’essere UOMO.

CON STIMA INFINITA

#federicoaldrovandi #resistenz #fascismo #poliziadeviata #patriziamoretti

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Collana: Nuove voci
Anno edizione: 2015
Pagine: 98 p. , Brossura
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