La Poesia questa Sconosciuta


John Fitzgerald Kennedy e il suo discorso all'Amherst College: 26 OTTOBRE 1963

"Quando il potere porta l’uomo all’arroganza la poesia gli ricorda i suoi limiti. Quando il potere restringe il campo dei suoi interessi, la poesia gli ricorda la ricchezza e la varietà della sua esistenza. Quando il potere corrompe, la poesia purifica. Perché l’arte permette di giungere alla verità umana di base che costituisce la pietra di paragone su cui si basa il nostro giudizio. L’artista, per quanto fedele alla sua personale visione della realtà, diventa l’ultimo difensore del pensiero e della sensibilità individuali contro una società invadente e uno Stato importuno”.

Oggi sento un grande vuoto, lo sento su di me, lo sento mentre cammino, mentre respiro, mentre cerco con tutte le mie forze di resistere.

A cosa nascondersi voi direte...ma da cosa se non questo mondo moderno cementizzato e asfaltato dal presunto progresso, innegabilmente comandato dalla finanza, globalizzato all'inverosimile ai fatturati e al libero (??????) mercato, frenetico, illusorio, prevaricante, discriminatorio, ingiusto, insapore, turbo-capitalista, vuoto!

Questo stato d'animo latente da tempo nel mio animo non mi impedisce di vivere una vita, per così dire, normale e di essere a mia volta una pedina, una semplice pedina di un continuo gioco al massacro delle coscienze, delle anime e della ricerca della propria essenza perpetrato dai "macchinisti", dai burattinai, dagli idolatrati "pastori"!

Occorre di continuo immergersi profondamente in un bagno di riflessione, di pensiero introspettivo, per ritrovare sé stessi e abbeverare la propria anima dannata che cerca continuamente una purificazione da uno scempio quotidiano fatto di menzogne, ipocrisie e omertà di ogni indicibile natura.

Mi rendo conto di essere un alieno, ma fieramente tale e passo dopo passo mi allontano da questi simili nell'aspetto che mi circondano e che "amo" sempre meno, poiché illusi che il solo perpetrare il proprio seme serva per emendarsi agli occhi della vita in quanto procreatori.

Peccato che vivere nella stoltezza volontaria e reiterata di chi non ricerca, di chi non si migliora, di chi vive di costante pregiudizio, di chi ascolta solo la propria pancia, di chi segue un pastore che chiama, cresca figli altrettanto tali nelle letali e infeconde peculiarità.

Per non parlare di coloro i quali dichiarandosi ferventemente e convintamente cattolici e cristiani, non si accorgono del loro vivere l'esatto contrario dei valori della cristianità, anche semplicemente detestando chi vorrebbe vivere dignitosamente e muore in mare senza avere raggiunto una sponda.

Poi ci sono quelli che si elevano in determinati eremi convinti della loro unica verità...i peggiori...fra i credenti... perché in fondo sono indifferenti, indifferenti a tutto quanto non sia verità, sì ma solo la loro.

Oggi siamo nel pieno di una "clamorosa" ancorché sospetta Pandemia, non voglio fare dietrologie, non ho nessuna verità in tasca, nessun teorema da esporre, sarà la storia futura a sancire eventuali responsabilità, se ci sono.

Ma di una cosa sono sicuro...questo momento non servirà granché per "deviare" le coscienze dalle impellenze del quotidiano fatte delle solite contingenze: il lavoro, il business, i fatturati, una vita di corsa...verso un unico ferale muro!

Sono stanco di ascoltare incensatori del lavoro come unico mantra che rappresenterebbe l'unità di misura della dignità dell'uomo, poveri illusi crociati incapaci di mettere le mani nella nuda terra e piantare un solo e lungimirante, provvidenziale, albero.

In questo momento, infatti, l'unica cosa che preoccupa è l'economia, le fabbriche chiuse, il denaro, non siamo più in grado di auto sostentarci, strappati dalla terra per arricchire il cemento e siamo obbligati a produrre...per continuare a consumare...altrimenti il gioco finisce e puff...salta il banco.

Saltano queste regole del vivere occidentale, impostato inesorabilmente sulla prevaricazione e sul comando di pochi uomini...su tanti uomini.

Questa è la DEMOCRAZIA, e ben misera cosa è questo Uomo!

"L'odio alimenta la vita e fa l'uomo forte" CIT. QUINTO ARRIO

Questa appare come la vocazione di tanti fra chi calpesta il suolo della terra di questi tempi, imbonitori famosi e gente qualunque.

Ma l'odio è il veleno dell'anima e quando anche io sento questa sensazione stranamente ammaliante e puro diabolico sentimento (e questa di sensazioni mi sgomenta...comunque) per l'uomo bianco, bianco come me, rifletto e mi fermo per un istante, non voglio diventare come il circo che inneggia e anela al gratuito dileggio e al fetido disprezzo...allora leggo, mi informo, confronto, studio, analizzo, scrivo e scrivo e scrivo...!

Ecco...mi compare, si avvicina, è silenziosa, fedele...è la mia penna...e il respiro si fa meno affannoso, la speranza risale la china, l'anelito di una nuova rinascita balena nell'indotto grigiore dei ciechi fendendo l'aria di nuovo tersa.

E' la poesia, libera, salvifica...mia compagna.

"Mi capita sovente ormai…

che m’attanagli una cheta indifferenza

apparsa sulla mia strada

come un precoce travaglio

ma che sia il divenir della saggezza

questo eterno piovere?"

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PUBBLICAZIONI

Il Respiro dell'ignoto

Editore: Gruppo Albatros Il Filo
Collana: Nuove voci
Anno edizione: 2015
Pagine: 98 p. , Brossura
EAN: 9788856775341

 

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